Numerosi casi di sparizione - Novembre 2019

 E Tinder fu.

Nonostante stessi portando avanti un rapporto impossibile con un narcisista patologico a 450 km di distanza e stessi subendo un corteggiamento pedante da parte di un adorabile sosia di Romano Prodi, decisi comunque di interrompere il mio digiuno sessuale nel modo più intelligente possibile: scaricando un' App piena zeppa di ulteriori coglioni pieni di ego, strani vizi sessuali e soprattutto avvezzi alla copula come gli adolescenti nei film americani anni '80.

Il mio primo approccio fu al limite del disastro.

Avete presente la scena del film del Signore degli Anelli in cui Peregrino Tuc fa cadere prima il teschio poi lo scheletro intero nel pozzo nelle miniere di Moria, facendo così arrivare tutti gli orchi come una mandria inferocita? Ecco, sfiorai una tragedia simile quando iniziai a swipare tutti dalla parte sbagliata, scatenando così orde di assatanati che mi scrivevano in massa "CIAO BELLISIMA 😘".

Cominciato a capire il meccanismo, iniziai a scegliere oculatamente i casi umani con cui condividere l'accoppiamento.

Ed è qui che entra in gioco Federica Sciarelli.

Sì perché, senza motivo alcuno, almeno 4 dei candidati scelti in mezzo alla mandria di orchi, scomparvero senza un motivo apparente.

Caso #1 L'Imolese: L'Imolese fa l'istruttore di pallacanestro per bambini. Il suo corteggiamento dura pochissimo, giusto il tempo di un delicatissimo "mi fai vedere le tette?". Respingo nella mente le bestemmie che il fantasma di Germano Mosconi mi sussurra dolcemente nell'orecchio e mi lancio in una conversazione piccante sperando nel lieto fine. Siccome sono restia mostrargli la mercanzia, lo invito a incontrarci in un posto vicino a casa mia per conoscerci e magari accoppiarci. Dopo un "Imposto il navigatore e arrivo" scompare nelle nebbie imolesi. Affido il caso a Gianloreto Carbone (andate immediatamente su GOOGLE se non avete idea di chi sia l'immenso nome che vi ho citato).

Caso #2 L'allergico ai gatti: L'allergico ai gatti mi seduce con la sua folta barba, il suo taglio alla Leonardo di Caprio e il suo arrembante metro e 70. Mi scrive su Tinder, ci spostiamo su Telegram, è garbato e allusivo, io già mi sfrego le mani. Ci accordiamo per una scopata godereccia di domenica mattina. Dormo poco e male ma già inizio a ispezionare ogni centimetro del mio corpo alla ricerca di un pelo superfluo o un capello fuori posto, metto perfino le mani a conchetta per sentire se il mio  alito mattutino si avvicina all'ascella del fantozziano Franchino. Tutto a posto, mi piazzo in tuta come mi aveva richiesto (il fetish della donna acqua, sapone e tuta è ricorrente fortunatamente per me e le mie 100 braghe di Tezenis tutte identiche). L'allergico ai gatti mi dice di essere, per l'appunto, terribilmente allergico ai felini e per questo dice che verrà da me carico di antistaminico. Bene. La mattina "verso le 10" diventa "la sera sulle 18, fai 19" poi "sto arrivando" e infine "fai le 21.30". Arriva alle 22 (12 ORE DOPO) entra e mi limona. Finalmente, penso ingenuamente. Purtroppo però si è dimenticato gli antistaminici. Il suo volto inizia a diventare una smorfia di dolore mentre tenta qualsiasi approccio con in sottofondo Bruno Barbieri che giudica un albergatore veronese in maniera molesta. Il naso gli cola (a lui, non a Barbieri che inatnto elenca le regole dell'hotellerie) gli occhi si gonfiano, comincia a starnutire. Il mio gatto è intanto al confino nello studio e miagola disperato. Io, il cuore diviso tra una scopata con uno che probabilmente morirà tra le mie braccia e i lamenti del mio povero micio ingiustamente incarcerato. Con una maschera di dolore al posto del viso, l'allergico si defila e io rimango lì, sul divano, con una tetta di fuori e un gatto che sta per uscire dalla reclusione, incazzato come una biscia. L'allergico non si farà più vedere e nemmeno sentire.

Caso #3 Il Rugbysta: il Rugbysta è, appunto, un rugbysta. Ben piazzato, divertente, con molti hobby e interesse condivide con me anche il compleanno. Dopo una serie di selfie imbarazzanti, mi faccio avanti e gli chiedo di bere una birra insieme. Lui acconsente. Fine. Fine nel senso che non ci siamo mai accordati e, sfinita da mille emoji di baci e lingue di fuori seguiti da richieste di foto di tette, lo elimino dai contatti e chi s'è visto s'è visto. a settembre inizia a seguirmi su Instagram, ci risentiamo, gli propongo di bere una birra insieme. Lui acconsente. Fine.

Caso #4 Masterchef: Lui è uno dei primi che mi contatta su Tinder, usciamo a mangiare giapponese, è simpatico ma è uno di quelli che ascolta solo musica che cioè non puoi capire, guarda film che cioè non puoi capire, viaggia in posti che cioè non puoi capire. Bene. Dopo il pranzo ci salutiamo e io penso che non succederà proprio nulla. E INVECE. E invece, dopo uno scambio stuzzicante su Instagram, proclama di essere pronto per venire a masturbarmi. Mi depilo ad una velocità così imbarazzante che Speedy fottuto Gonzales è nulla in confronto. Arriva da me, ci stappiamo un paio di birre e ci sistemiamo sul divano, in tv c'è una puntata totalmente a caso di Masterchef USA. Benché io sia lì, lui mi abbia già visto e l'imbarazzo non dovrebbe esserci, i miei piedi siano nudi e io stia quasi per saltargli addosso, lui rimane impietrito a guardare Masterchef USA e Gordon Ramsay che sgrida qualcuno sulla cottura dell'agnello. Finiamo la puntata, ringrazia, torna a casa. Ci sentiamo su Instagram ogni tanto. Oggi ha visto una mia foto e mi ha chiesto se avessi fatto la dieta. Volevo rispondergli che no, mangio costolette d'agnello glassate al bourbon OGNI.CAZZO.DI.SERA.

Ancora lo ignoravo, ma quel divano avrebbe visto il peggio solo un mese dopo.

Il vecchio saggio del Lockdown Karmasutra dice: se lanci il sasso e nascondi la mano quasi sicuramente la seconda volta la prenderai nell'ano. Prendete il vostro gatto, mettetevi sul divano con una birra e guardatevi quello che vi pare, in un eterno, rossissimo, lockdown solitario.


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