Bocconcino - Ottobre 2019
Ormai dovrei saperlo: le sfighe non vengono MAI sole.
Ad ottobre 2019 mi ero appena imbattuta nel Paninaro di Latina quando, dalle remote regioni dei giochi on-line, spuntò timido un altro, strano, individuo.
Con scuse varie atte a scoprire se fossi un uomo o una donna, il personaggio, una volta scoperto il mio gentil sesso, cominciò a lanciarsi in un sistematico quanto arcaico corteggiamento.
Ve la faccio breve: il tizio inizia a spiarmi sui social e a dirmi che, dalle foto che vede, sono bellissima (scoprirò solo più avanti che aveva beccato la mia omonima su Twitter: una tizia con il cappello e la duck face).
Ragazze, prima di raccontarvi il resto mi permetto un consiglio: se come me siete stupide, reduci da una rottura dolorosa che vi ha lasciato con i neuroni di Mike Tyson e la sindrome post traumatica di un marine che torna dall'Iraq, non date il vostro nome e cognome al primo che beccate su un social anonimo perché, oltre al pericolo di ritrovarvi uno psicopatico rischiate ancora di più di ritrovarvi con il protagonista di oggi, Bocconcino.
Bocconcino ha 53 anni ed è il sosia di Romano Prodi, roba che il Bagaglino dovrebbe tornare solo per scritturarlo e fargli dire "Buonasera, sono Romano Prodi". Che sia uguale al Mortadella lo appuro durante un noioso venerdì pomeriggio lavorativo quando, tormentato dalla mia richiesta di mandarmi un paio di foto, mi invia due scatti poetici e molto teneri. Nel primo eccolo in versione lavorativa dietro alla scrivania in giacca, cravatta e capelli che probabilmente avevano appena finito per essere il nido di un Airone Guardabuoi. Nella seconda eccolo in sella alla bici con tanto di polo rosa e crocefisso che emerge dal petto villoso: in quella foto vedo chiara l'ombra del primo, sbarazzino, governo Prodi.
Bocconcino è sposato e ha un figlio di 18 anni. Da almeno 16 ha smesso di scopare con la moglie ma va tutto bene, basta che non se ne parli mai, che la cosa non venga affrontata tra i due, sta lì, immobile, ferma, come un enorme semaforo in mezzo alla stanza. Ma non è colpa sua, lui cerca la sua compagnia, le sta accanto, le tocca i piedini sotto le coperte, ma nulla, niente, lei gli resiste (INCREDIBILE). Sembra quindi chiaro cosa cerchi Bocconcino in rete: giovani donne intelligenti che possano ascoltare e capire le sue pene, lenire le sue pene e beccarsi le foto del suo pene. Tutto rigorosamente in ciabatte e pigiamino azzurrino comprato al mercato.
Mi racconta che prima di conoscere me ha intrecciato una storia on-line con una finlandese di 30 anni e un giorno, convinto di seguire quel suo amore impossibile, si era fermato a Malpensa a fantasticare di prendere un aereo per Helsinki e presentarsi da lei con null'altro che il suo cuore ricolmo d'amore e i capelli nidificatori di una Ghiandaia Marina Pettolilla.
Cosa l'ha fermato dal farlo, chiederete voi.
Quello che l'ha fermato è "la nave".
Mi spiego.
Bocconcino, che sembra solo un'anima innocua, ripete uno schema auto-liberatorio: la moglie (che si scoprirà poi avergli piantato un paio di corna grandi come Carugate) non lo desidera "sessualmente", lui allora invece di parlarle si rifugia on-line e cerca donne che lo soddisfino e lo ascoltino. Bocconcino non cerca una donna che lo salvi e lo liberi da questa vita perché, attenzione, lui non può liberarsene: è cattolico e come tale non può affrontare un divorzio e non essendo Enrico VIII non può farsi Papa o decollare la moglie. Bocconcino è dunque "il capitano di una nave in tempesta" dove lui è l'eroe muscoloso, la moglie è la tempesta e il matrimonio è "la nave". Bocconcino stesso si è dato questa definizione. Immaginatevi Romano Prodi con una montagna di muscoli e la camicia stracciata che, aggrappato al timone di una veliero, cerca di portare in salvo quanto rimane di un matrimonio cattolico e borghese. Bocconcino quindi non può dare amore se non impossibile, in pratica vuole essere amato, scopato, eccitato, masturbato, vuole infliggersi dolore castrandosi anche nella relazione extraconiugale in una sorta di loop romantico da Harmony catto-borghese.
Abbandono presto Bocconcino ai suoi deliri da lupo di mare con la promessa che quantomeno parlerà con la moglie (ed è durante questa discussione che scoprirà del palco di corna che ha in testa).
Io e Bocconcino ci risentiamo sporadicamente e in quelle occasioni mi aggiorna sui progressi con la moglie. Continuano a non cacarsi nemmeno per scherzo ma mi assicura che tutto proceda per il meglio, soprattutto dopo che lui ha trovato una sorta di amante (impazzisco, la parola AMANTE fa tanto noir francese anni '50) in Toscana. Ovviamente on-line, perché Bocconcino può amare solo attraverso uno schermo.
Il vecchio saggio del Lockdown Karmasutra dice: Bocconcino, lascia che la tua nave naufraghi e comincia a nuotare a grandi bracciate verso lidi di sesso sfrenato con cattoliche di mezza età con un debole per il due volte Presidente del Consiglio di Scandiano o farai la fine del Dodo, estinto, cornuto e mazziato.
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